di Giuseppe Colombo.

L’ex viceministro del Lavoro Michel Martone e altri 27 esperti spiegano in un libro perché il lavoro da remoto ha bisogno di una sistematizzazione. E come il Governo ha trascurato la trappola della produttività

Smart working tradizionale, quello emergenziale, telelavoro, lavoro da casa. Non sono la stessa cosa e tuttavia Covid è anche questo: un generatore di confusione. Ma al di là della definizione, il virus ha imposto un modello lavorativo che da marginale si è fatto abitudine, dove il termine abitudine tiene nella pancia il carattere positivo della possibilità di fronteggiare l’emergenza sanitaria con lo scudo del lavoro dentro le mura domestiche e quello negativo di un assetto inadeguato in termini di diritti e doveri. Ma non solo. È la stessa modalità con cui il virus ha catapultato milioni di lavoratori in una dimensione totalmente nuova a costituire la carne viva della questione. Perché è stata una trasposizione rapida e nervosa. E il Paese si è ritrovato spiazzato.

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